2020: 700mila morti e 400mila nati in Italia

Riportiamo la pubblicazione del prof. Blangiardo – presidente dell’ISTAT – sulle anticipazioni del bilancio demografico 2020.

Nella pubblicazione del 1 febbraio 2021, intitolata “primi riscontri e riflessioni sul bilancio demografico” (al link il PDF), Blangiardo afferma che la demografia italiana ha subito due colpi importantissimi: il superamento dei 700mila morti anche a causa del Covid-19, e il calo dei nati sotto soglia 400mila.

Rispetto agli altri anni – prosegue il professore – il Nord ha avuto un incremento di morti del 4%, e conta la metà del totale dei deceduti in tutta Italia nell’anno appena trascorso.

Sul versante natalità Blangiardo attende i dati definitivi, ma afferma che “è legittimo aspettarsi un sensibile calo di nascite nel mese di dicembre” (2020 n.d.r.). In sostanza l’attesa è tra i 398 e i 402 mila nati.

A pagina 4 del documento si parla invece di “mobilità territoriale e processi di formazione delle unità familiari“. Nel prospetto 1, la variazione percentile più significativa nei primi 8 mesi del 2020 rispetto alla media 2015-2019 nello stesso periodo, segnala un calo da Paesi quali: Nigeria (-72,8), Cina (-63,1) e Senegal (-59,7).

Da gennaio-ottobre ci si è sposati di meno, 85mila matrimoni contro i 170mila dell’anno precedente (-50,3%) e 182mila del 2018. Nel 2020 soltanto 3 su 10 si sono sposati con rito religioso.

Il dato della nuzialità non va sottovalutato, poiché è un indizio per prevedere i concepimenti futuri. La nota afferma che il 47,8% delle nascite primogenite ha come presupposto “non esclusivo ma certamente qualificante, una scelta di genitorialità maturata entro un rapporto di coppia stabile”.

A conclusione, non si lasciano margini di ottimismo poiché: “difficilmente ci si potrà sollevare in tempi brevi dalla soglia dei 400 mila nati toccata nel 2020. In realtà, il timore è che il confine possa ancor più discostarsi, sempre al ribasso, nel bilancio finale del 2021″.

Lascia un commento